Scritti
IL GATTO
di Valerio
Ostentava il suo sguardo
sul mio piede nudo
il gatto.
'manco fosse un osso di pollo
con della polpa ancora incollata.
Lo stuzzicavo, il gatto
che ostentava il suo guardo.
Agile, sfavillava il suo istinto
felino, la coda febbrilmente
agitava
miagolando molli melodiosi mugolii.
Con la zampa trionfante
abusava del suo trofeo
sgranocchiando il mio pallido piede nudo.
Ed in silenzio io
con una smorfia di leggero fastidio
fissavo, rallegrato
da ingenua curiosità,
i suoi movimenti.
"Gatto, certi ti chiamano infame.
Solo io riesco a vedere la tua ingenuità
come il più umano tra i sentimenti?"
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martedì 23 febbraio 2010
mercoledì 18 novembre 2009
Scritti
(SENZA TITOLO)
di Terry
Continua a lottare piccolo uomo.
Continua a lottare piccola donna.
Per la conquista dell'esistenza.
Non lasciare a nessuno la tua verità, difendila,
combatti per lei, che è parte integrante di te.
Trova il tuo modo di farla vivere, trova una nuova strada.
Costruiscila se necessario.
Ma non permettere mai a nessuno, di ucciderla. Nessuno.
Continua a danzare piccolo uomo.
Continua a danzare piccola donna.
La danza della vita. La Tua vita.
Corri come il leone, non fermarti,
corri veloce nel vento e apri le ali.
Non avere paura, non arrenderti,
adesso alzati e dai tutto quello che hai.
Lava via le ferite e dimostra a te stesso, a te stessa,
che tutto, tutto è possibile...
Credendoci.
(SENZA TITOLO)
di Terry
Continua a lottare piccolo uomo.
Continua a lottare piccola donna.
Per la conquista dell'esistenza.
Non lasciare a nessuno la tua verità, difendila,
combatti per lei, che è parte integrante di te.
Trova il tuo modo di farla vivere, trova una nuova strada.
Costruiscila se necessario.
Ma non permettere mai a nessuno, di ucciderla. Nessuno.
Continua a danzare piccolo uomo.
Continua a danzare piccola donna.
La danza della vita. La Tua vita.
Corri come il leone, non fermarti,
corri veloce nel vento e apri le ali.
Non avere paura, non arrenderti,
adesso alzati e dai tutto quello che hai.
Lava via le ferite e dimostra a te stesso, a te stessa,
che tutto, tutto è possibile...
Credendoci.
Poesie
MA CHE COS'E' LA VITA?
MA CHE COS'E' LA VITA?
Seduti
aspettare la prossima auto
50 euro per un pieno
maledire la pioggia
rimpiangerti com'eri
bella
sotto le mie lenzuola
un mondo a se
meravigliosamente distante
angosciati
credere d'essere di nuovo in ritardo
all'appuntamento con il quotidiano
gettarci le viscere in pasto
al desiderio più
puro
e con le mani nei capelli
sorvolare le infinite possibilità
che pure un cieco
riuscirebbe a cogliere.
Collegamenti
martedì 10 novembre 2009
Scritti
GUARDATI (ADESSO)
di Matteo
Credevi fosse il caso di dormire
Credevi non ci fosse più bisogno di reagire
Credevi che qualcuno ti avrebbe pulito la coscienza
Credevi di salvarti da questa marcescenza
E adesso guardati
Incapace anche di amare
E adesso guardati
Sei solo un criminale
Al sicuro nelle tue mura plastificate
Lontano da quelle facce mortificate
Leggero, sopraffatto dalla tua voglia di adulare
Veloce, distratto non riesci più ad urlare
E adesso guardati
Incapace anche di amare
E adesso guardati
Sei solo un criminale
GUARDATI (ADESSO)
di Matteo
Credevi fosse il caso di dormire
Credevi non ci fosse più bisogno di reagire
Credevi che qualcuno ti avrebbe pulito la coscienza
Credevi di salvarti da questa marcescenza
E adesso guardati
Incapace anche di amare
E adesso guardati
Sei solo un criminale
Al sicuro nelle tue mura plastificate
Lontano da quelle facce mortificate
Leggero, sopraffatto dalla tua voglia di adulare
Veloce, distratto non riesci più ad urlare
E adesso guardati
Incapace anche di amare
E adesso guardati
Sei solo un criminale
lunedì 2 novembre 2009
Scritti
PER UN AMICO
di Joe
Ricordo quella volta in seconda liceo...sei arrivato in ritardo di mezzora il primo giorno di scuola, con 10 centimetri di capelli bicolore in più, la tua solita felpa rossa.
Ricordo che quell’anno è iniziata la nostra amicizia.
Ricordo i tuoi intercalari bizzarri, di provenienza sicula...Zu, Talè, Beshtiale!
Ricordo il tuo "Sì" Piaggio, che avevi chiamato Sbrò.
PER UN AMICO
Ricordo quella volta in seconda liceo...sei arrivato in ritardo di mezzora il primo giorno di scuola, con 10 centimetri di capelli bicolore in più, la tua solita felpa rossa.
Ricordo che quell’anno è iniziata la nostra amicizia.
Ricordo i tuoi intercalari bizzarri, di provenienza sicula...Zu, Talè, Beshtiale!
Ricordo il tuo "Sì" Piaggio, che avevi chiamato Sbrò.
Ricordo che ci portavi sopra la Marcellina, su quella sella fatta più per un culo solo che per due.
Ricordo la tua giacca azzurra e blu.
Ricordo le infinite partite a carte, a briscola, scopone o misère.
Ricordo il giochetto che facevi con la lingua quando aspiravi il fumo.
Ricordo la tua filastrocca. Currizzappizza...
Ricordo il mazzo di chiavi appeso ai tuoi pantaloni.
Ricordo che mi davi ripetizioni di matematica.
Ricordo casa tua, la sala, la cucina, la poltrona a sacco. Ricordo di non aver mai visto la tua stanza.
Ricordo il tuo cane Otto.
Ricordo quella volta che tuo padre ci ha fotografati nel suo studio.
Ricordo di aver inventato il tuo soprannome, Dave.
Ricordo la tua giacca azzurra e blu.
Ricordo le infinite partite a carte, a briscola, scopone o misère.
Ricordo il giochetto che facevi con la lingua quando aspiravi il fumo.
Ricordo la tua filastrocca. Currizzappizza...
Ricordo il mazzo di chiavi appeso ai tuoi pantaloni.
Ricordo che mi davi ripetizioni di matematica.
Ricordo casa tua, la sala, la cucina, la poltrona a sacco. Ricordo di non aver mai visto la tua stanza.
Ricordo il tuo cane Otto.
Ricordo quella volta che tuo padre ci ha fotografati nel suo studio.
Ricordo di aver inventato il tuo soprannome, Dave.
Ricordo che la Marcellina lo scriveva Dejv. E ci piaceva molto di più.
Ricordo la cassetta di Ry Cooder che mi hai registrato e che sto ascoltando ora.
Ricordo i sabati pomeriggio in sala prove, a sentire gli altri suonare.
Ricordo le storielle assurde che componevi in piccole vignette.
Ricordo Parigi e la Calabria.
Ricordo il gioco dei dadi, detto anche L’Indianata.
Ricordo le ore al parco, anche in pieno inverno.
Ricordo le partite a calcetto da Marcello.
Ricordo il tuo messaggio di auguri per il mio quindicesimo compleanno.
Ricordo che tenevi le unghie della mano destra più lunghe, per suonare la chitarra.
Ricordo la tua calligrafia.
Ricordo quando uscivi con Francesca ed eri convinto si chiamasse Federica.
Ricordo la tua versione di Ogni Città.
Ricordo la cassetta di Ry Cooder che mi hai registrato e che sto ascoltando ora.
Ricordo i sabati pomeriggio in sala prove, a sentire gli altri suonare.
Ricordo le storielle assurde che componevi in piccole vignette.
Ricordo Parigi e la Calabria.
Ricordo il gioco dei dadi, detto anche L’Indianata.
Ricordo le ore al parco, anche in pieno inverno.
Ricordo le partite a calcetto da Marcello.
Ricordo il tuo messaggio di auguri per il mio quindicesimo compleanno.
Ricordo che tenevi le unghie della mano destra più lunghe, per suonare la chitarra.
Ricordo la tua calligrafia.
Ricordo quando uscivi con Francesca ed eri convinto si chiamasse Federica.
Ricordo la tua versione di Ogni Città.
Ricordo che ti chiedevo sempre di suonarla.
Ricordo quando ti ho dipinto la faccia e ti ho fotografato per il mio esame di anatomia.
Ricordo quando dicevi Pirito e Zita.
Ricordo Deiva Marina.
Ricordo quando facevi juggling con le clavette e le palline.
Ricordo me, te e la Marcellina sulla panchina di Piazzale Aquileia.
Ricordo quando ti ho prestato la mia chitarra blu e me l’hai restituita con disegnata sulla cassa una faccina che diceva grazie.
Ricordo che non urlavi mai se non di gioia.
Ricordo le tre volte in cui mi hai ferita...una a scuola, una a Stoccolma, una a casa mia.
Ricordo quando hai detto che ero bella per dirmi Ti voglio bene.
Ricordo che lottavi.
Ricordo il tuo sorriso.
Ricordo i tuoi occhi color del sole.
Ricordo la tua voce.
Ricordo il tuo odore.
Ricordo quando ti ho dipinto la faccia e ti ho fotografato per il mio esame di anatomia.
Ricordo quando dicevi Pirito e Zita.
Ricordo Deiva Marina.
Ricordo quando facevi juggling con le clavette e le palline.
Ricordo me, te e la Marcellina sulla panchina di Piazzale Aquileia.
Ricordo quando ti ho prestato la mia chitarra blu e me l’hai restituita con disegnata sulla cassa una faccina che diceva grazie.
Ricordo che non urlavi mai se non di gioia.
Ricordo le tre volte in cui mi hai ferita...una a scuola, una a Stoccolma, una a casa mia.
Ricordo quando hai detto che ero bella per dirmi Ti voglio bene.
Ricordo che lottavi.
Ricordo il tuo sorriso.
Ricordo i tuoi occhi color del sole.
Ricordo la tua voce.
Ricordo il tuo odore.
Ricordo quel 2 novembre di un anno fa. Tu te ne andavi ed io raccoglievo questi ricordi dentro di me. Per riempirmi di loro. Per riempirmi di te. Per prestarti il mio corpo, per occuparlo insieme.
Perchè tu potessi usare questo involucro per continuare a camminare, a vedere, a parlare, a ridere, a piangere, a sognare.
A vivere.
Ricordo che da allora non ti ho più lasciato andare, ti ho tenuto stretto, ti ho portato con me ad ogni respiro. E so che non smetterò mai.
Ricordo che da allora non ti ho più lasciato andare, ti ho tenuto stretto, ti ho portato con me ad ogni respiro. E so che non smetterò mai.
martedì 20 ottobre 2009
Scritti
di Terry
LA RICERCA
DELL'AMORE
Società. Piena di orrori, superfluo, alienazione...dove hai nascosto l'Amore?
Lo cerchiamo di continuo, disperatamente.
Inseguendolo in letti tiepidi e squallidi, con la prima persona che capita. Per cercare di toccarlo almeno da lontano. Di sentire la sua forza. La sua purezza.
Senza trovarla.
Inseguendolo davanti a un video, con le mani sui genitali e dentro gridando ancora più forte:-"Amore, dove sei?"
Senza trovarlo.
Fuggendo in altri mondi. Con in mano un bicchiere d'alcool o in alternativa altre sostanze. Per sentire meno dolore. Per sopportarne la mancanza.
Senza riuscirci.
Ma noi, ci crediamo ancora.
Perchè nonostante tutto, lo stiamo ancora aspettando.
Perchè in mezzo a tutto questo freddo, mentre tremiamo...Non smettiamo di sognarlo.
E siamo disposti ad accontentarci.
Ma è amore, accontentarsi?
No.
E' amore, farsi del male?
No.
E' per questo che non lo troviamo.
Forse lo cerchiamo nei posti sbagliati.
Forse è semplicemente nascosto dentro di noi.
Forse dovremmo tirarlo fuori.
Invadere il mondo della sua grandezza.
Mostrarla senza paura.
Smettere di fingere.
E allora, forse, Lo troveremo...
Lo cerchiamo di continuo, disperatamente.
Inseguendolo in letti tiepidi e squallidi, con la prima persona che capita. Per cercare di toccarlo almeno da lontano. Di sentire la sua forza. La sua purezza.
Senza trovarla.
Inseguendolo davanti a un video, con le mani sui genitali e dentro gridando ancora più forte:-"Amore, dove sei?"
Senza trovarlo.
Fuggendo in altri mondi. Con in mano un bicchiere d'alcool o in alternativa altre sostanze. Per sentire meno dolore. Per sopportarne la mancanza.
Senza riuscirci.
Ma noi, ci crediamo ancora.
Perchè nonostante tutto, lo stiamo ancora aspettando.
Perchè in mezzo a tutto questo freddo, mentre tremiamo...Non smettiamo di sognarlo.
E siamo disposti ad accontentarci.
Ma è amore, accontentarsi?
No.
E' amore, farsi del male?
No.
E' per questo che non lo troviamo.
Forse lo cerchiamo nei posti sbagliati.
Forse è semplicemente nascosto dentro di noi.
Forse dovremmo tirarlo fuori.
Invadere il mondo della sua grandezza.
Mostrarla senza paura.
Smettere di fingere.
E allora, forse, Lo troveremo...
giovedì 15 ottobre 2009
Scritti
CHE FINE HA FATTO
LA NOSTRA RABBIA?
di Carlo
CHE FINE HA FATTO
LA NOSTRA RABBIA?
La tanto decantata arte italiana di arrangiarsi
è solo e soltanto abituarsi
ad avere sempre di meno
studiare il barcamenarsi
invece della soluzione
Che fine ha fatto la nostra rabbia?
E' sotto chili di sabbia
si accendono le televisioni
tutti ad annuire come coglioni
pensiamo di aver capito male
che con qualche sacrificio si può continuare
ma no no no
non ci stiamo accorgendo
ad avere sempre di meno
studiare il barcamenarsi
invece della soluzione
Che fine ha fatto la nostra rabbia?
E' sotto chili di sabbia
si accendono le televisioni
tutti ad annuire come coglioni
pensiamo di aver capito male
che con qualche sacrificio si può continuare
ma no no no
non ci stiamo accorgendo
che tornano i livelli?
Progetti di caste
Disegni e separazioni
chi è sempre innocente
chi è colpevole senza far niente
Che fine ha fatto la nostra rabbia?
E' sotto chili di sabbia
si accendono le televisioni
tutti ad annuire come coglioni
pensiamo di aver capito male
che con qualche precauzione si può continuare
poveri sempre più poveri
ricchi sempre più ricchi
meno diritti e più divieti
quattro stronzi
si scannano per la torta che mangiano
e al resto meno delle briciole
Che fine ha fatto la nostra rabbia?
E' sotto chili di sabbia
si accendono le televisioni
tutti ad annuire come coglioni
pensiamo di aver capito male
che con qualche sacrificio si può continuare
C'è sempre chi fa finta
dice “difendo la vita”
ma con gli stranieri userebbe il mitra
c'è chi dice “menare è proibito”
ma è un fascio ripulito!
Che fine ha fatto la nostra rabbia?
E' sotto chili di sabbia
si accendono le televisioni
tutti ad annuire come coglioni
pensiamo di aver capito male
che chiudendo un occhio si può continuare
dividi la torta, mangiane ancora
tira su un altro palazzo
cerca qualche inciucio del cazzo
malpensa, l'expo ponti è più
grandi opere, tutti in tv
col microfono in una mano
e la tangente nell'altra
Che fine ha fatto la nostra rabbia?
E' sotto chili di sabbia
si accendono le televisioni
tutti ad annuire come coglioni
pensiamo di aver capito male
che chiudendo anche l'altro occhio si può continuare
Che fine ha fatto la vostra rabbia?
Forse la vostra si è spenta
ma la nostra sta benissimo
e ripete ”il futuro dipende da noi”
Progetti di caste
Disegni e separazioni
chi è sempre innocente
chi è colpevole senza far niente
Che fine ha fatto la nostra rabbia?
E' sotto chili di sabbia
si accendono le televisioni
tutti ad annuire come coglioni
pensiamo di aver capito male
che con qualche precauzione si può continuare
poveri sempre più poveri
ricchi sempre più ricchi
meno diritti e più divieti
quattro stronzi
si scannano per la torta che mangiano
e al resto meno delle briciole
Che fine ha fatto la nostra rabbia?
E' sotto chili di sabbia
si accendono le televisioni
tutti ad annuire come coglioni
pensiamo di aver capito male
che con qualche sacrificio si può continuare
C'è sempre chi fa finta
dice “difendo la vita”
ma con gli stranieri userebbe il mitra
c'è chi dice “menare è proibito”
ma è un fascio ripulito!
Che fine ha fatto la nostra rabbia?
E' sotto chili di sabbia
si accendono le televisioni
tutti ad annuire come coglioni
pensiamo di aver capito male
che chiudendo un occhio si può continuare
dividi la torta, mangiane ancora
tira su un altro palazzo
cerca qualche inciucio del cazzo
malpensa, l'expo ponti è più
grandi opere, tutti in tv
col microfono in una mano
e la tangente nell'altra
Che fine ha fatto la nostra rabbia?
E' sotto chili di sabbia
si accendono le televisioni
tutti ad annuire come coglioni
pensiamo di aver capito male
che chiudendo anche l'altro occhio si può continuare
Che fine ha fatto la vostra rabbia?
Forse la vostra si è spenta
ma la nostra sta benissimo
e ripete ”il futuro dipende da noi”
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